Carnati Adriano
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Adriano Carnati


Adriano Franz Carnati PDF Stampa
Sabato 08 Gennaio 2011 08:22

ADRIANO CARNATI

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Originario di Erba in provincia di Como, inizia l’attività nei primi anni ottanta, dedicandosi alle salite di ghiaccio e misto sia in estate che in inverno. Negli anni successivi parte la frenetica attività di ricerca di nuove linee di arrampicata sulle pareti della Val di Mello e dell’Alta Val Masino. Con Sonja Brambati e Paolo Vitali nascono così una ventina di vie nuove, alcune delle quali di notevole sviluppo, caratterizzate da un’arrampicata sempre impegnativa e protetta in modo parsimonioso, con chiodi e spit piazzati spesso in condizioni d’equilibrio molto precario. Tra le aperture più significative ricordiamo Galactica, Melat, Artemisia, Qualiplaisir e Mediterraneo sul Pizzo Qualido, L’eco di Chefren sulla Placca del Ligoncio e le Vie sulla NE del Pizzo Badile: Mosca Cieca, Peter Pan, Neverland, Favola Ribelle e Diritto d’Autore. Queste Vie sono entrate a pieno diritto nella storia dell’alpinismo italiano moderno.

In questo periodo durante l’inverno si dedica allo sci alpinismo.

Nel corso degli anni ha poi partecipato a diverse spedizioni extraeuropee che qui di seguito ricordiamo:

 

1986 - Patagonia: tentativo di prima salita dello spigolo sud/est dell’Aiguille Poincenot. Salita conclusa l’anno successivo con G.Bianchi, A.Bortoli e M.Colombo (1200 metri di sviluppo con difficoltà di 7° e A3).

 

1988 – Pakistan: Prima ascensione della Sosbun Spire (5400 m) in tre giorni (1000 metri di sviluppo, VI).

 

1989 - Peru’: salita del Vallunaraju di 5680 m.

 

1992 - India: tentativo di salita del maestoso pilastro est del Kishtwar Shivling. Forti nevicate, che si evolvono con un’importante alluvione nel Kashmir bloccano per parecchi giorni all’inizio del pilastro. Salita della parete di ghiaccio di una cima di 5600 metri, probabilmente inviolata, che viene denominata Bujan Peak.

 

1993 - Pakistan: giro esplorativo nella valle Hunza.

 

1996 - Terra di Baffin: Via nuova sul pilastro est del monte Tirokwa con L.Cattaneo, D.Galbiati, M.Mazzucco e P.Piccinelli. (450m, 6b+ A1).

 

Negli anni novanta la volontà di mettersi continuamente in gioco lo porta a confrontarsi con le nuove vie del Wenden e del Ratikon caratterizzate da roccia superba e difficoltà obbligatorie spesso elevate. “Le sensazioni sono nuove: gestire dignitosamente i tratti obbligatori e poi riuscire in libera, magari a vista, è stato e rimane un qualcosa a cui dedico tutte le mie energie”.

Ha salito, tra classiche moderne una quantità impressionante di Vie su tutto l’arco Alpino, più o meno 500!

Tra queste ricordiamo Les Ailes du desire all’Aiguille du Fou, al Monte Bianco, dove ha salito anche Abysse alla Tour de Jorasses e Divine Providence al Grand Pilier d’Angle.

In Dolomiti, oltre alle “Classiche dure” ha salito a vista la via del Muro Giallo alla cima Piccola di Lavaredo, Akut, Alpenliebe e Phantom der Zinne alle Tre Cime di Lavaredo ,Attraverso il Pesce in Marmolada, Starsky e Hutch sulla Punta Serauta, Moulin Rouge a vista/flash sulla Roda di Vaèl.

In Raetikon ha assaggiato il calcare perfetto di Acacia ed i muri privi di prese di Hannibal Alptraum.

Sulle pareti del Wenden ha ripetuto nel corso degli anni più di 20 vie, tra le quali ricordiamo Batman, Cleopatra e Dingo, spesso da primo di cordata su tutto l’itinerario.

La miglior prestazione a vista è stata su Niagara, una Via dalla roccia splendida sul Pilastro Excalibur con difficoltà che arrivano al 7b+.

Notevole la ripetizione di Hotel Supramonte, all’interno delle gole di Gorroppu in Sardegna, portata a termine con il local Giuseppe Garippa.

Fa parte del Gruppo Alpinistico “Ragni di Lecco” dall’anno 2006 e del CAAI dal 2010.

Ha arrampicato in numerose falesie tra le quali:

Vercors, Verdon, Seynes, Claret, Volx, falesie del Sud della Francia , Ventavon, Ceuse, falesie dei dintorni di Barcellona, Margalef, Maiorca, Ospo , Trentino, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Sicilia, Sardegna…….

Per quanto riguarda le realizzazioni in falesia ha all’attivo più di 60 Vie oltre l’8a con punte di 8b e 7c+ on sight.

Ultimamente si è dato da fare anche nelle vesti di chiodatore di monotiri in falesia. In particolare ha contribuito allo sviluppo della falesia di Gajum, situata sopra l’abitato di Canzo, in provincia di Como, dove ha attrezzato e liberato diversi tiri fino all’8b di Zelig che rappresenta ad oggi la Via più impegnativa che ha superato RP.

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 09:29
 


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